|
S T U D I O
4 6 4
|
|
|
VIDEO: L'EUROPA CI RACCONTA (lambda film 2007) |
selezione video scelti su tema europeo |
IL MANIFESTO DI VENTOTENE E LA CRISI DELLA CIVILTÀ MODERNA
La Commissione Europea ha deciso di dare risalto al 2007 come anno delle celebrazioni del centenario dalla nascita di Altiero Spinelli. È stimolante affacciarsi a questo tema dalla nostra finestra non certo per giocare in anticipo sulla ricorrenza, ma per dare avvio a lavori su cui sarà interessante tornare.
L’occasione è importante non solo per rendere onore alla memoria di un grande statista italiano impegnato nel processo ideale di costruzione della pace europea, ma soprattutto per condividere alcune considerazioni su un piano troppo spesso svuotato di senso a causa del prevalere di una logica economicista. È l’occasione per dire che l’Europa è una promessa di libertà e come tale, è un ideale vivo ed anzi, di più, da realizzare.
Altiero Spinelli con la sua opera ha contribuito in modo chiaro e risoluto all’affermarsi di un’idea di Europa come superamento delle identità nazionali in nome della pace e per l’affermazione di un concetto di cittadinanza che non è solamente giuridico ma ha fondamento materiale (nella possibilità di accesso alle risorse necessarie ad una vita libera) e spirituale (nella possibilità di progredire nel conoscere).
Contro questa situazione, il valore che può riportare in vita il principio di libertà è il valore permanente dello spirito critico, che però è una risorsa che non è semplice rendere effettiva ed operante, perché il popolo s’accontenta di panem et circenses, e dunque spetta alle parti più illuminate della società spingere affinché sia possibile l’aspirazione ad una forma superiore di vita, in cui siano elementi essenziali le cognizioni della libertà spirituale.
Il Manifesto di Ventotene non fa mistero di considerare le istituzioni fondamentali degli stati nazionali come l’espressione più attiva della contrapposizione a queste istanze di libertà: in tal senso i quadri superiori delle forze armate – culminanti, laddove ancora esistono, nelle monarchie – i gruppi del capitalismo monopolista, i grandi proprietari fondiari e le alte gerarchie ecclesiastiche rappresentano le forze oscurantiste e conservatrici che sanno resistere al cambiamento, come dice il documento, con “uomini e quadri abili ed adusati al comando che (…) nel grave momento sapranno presentarsi ben camuffati. Si proclameranno amanti della pace, della libertà, del benessere generale delle classi più povere. Già nel passato abbiamo visto come si siano insinuati dentro i movimenti popolari, e li abbiano paralizzati, deviati convertiti nel preciso contrario.”
Dopo questa analisi, il documento sostiene la dannosità di organismi come la Società delle Nazioni (oggi Organizzazione delle Nazioni Unite), a causa dell’inanità a garantire il diritto internazionale senza una capacità militare che possa imporre le sue decisioni nel rispetto assoluto e unanime degli stati partecipanti, e non esitando a definire assurdo il principio del non intervento, secondo il quale ogni popolo va lasciato libero anche di darsi un governo dispotico.
Contro questa impostazione, il Manifesto di Ventotene immaginava il ruolo della federazione europea di garanzia che i rapporti tra i popoli asiatici e americani possano svolgersi sulla base di pacifica collaborazione “in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo.”
Anche la riflessione sulla proprietà privata appare particolarmente in linea con il presente, soprattutto con l’emergere di una nozione di “beni pubblici mondiali”, resa ogni giorno più urgente dalla globalizzazione, dalla competizione per le risorse energetiche e dalla necessità di preservare l’ambiente. Il ruolo della scuola pubblica, la necessità di concepire una società aperta e inclusiva.
Le considerazioni esposte, che non pretendono di costituire una sintesi esaustiva del documento, piuttosto sono espressione del desiderio di contribuire al diffondersi di un’idea di Europa che sia capace in tutti i suoi elementi di riverberare l’idea di pace e di libertà di cui i padri fondatori erano intrisi, anche per via degli eventi drammatici del secondo conflitto mondiale.
L’occasione del centenario dalla nascita di Altiero Spinelli è utile dunque per ricordare chi è stato quest’uomo cui è dedicata una delle due porte di accesso principale al Parlamento Europeo (l’altra porta il nome di Paul-Henri Spaak, uomo politico belga e altro padre fondatore della moderna Europa) e, attraverso il Manifesto di Ventotene, comprendere le ragioni dell’attualità di questo documento e, più in generale, della necessità di concepire un modello di interazione tra comunità globali che superi la divisione degli stati nazionali ed ascenda ad un modello inclusivo, allargabile per gradi e per sfere di influenza.
A maggior ragione, questo modello di relazione per gradi e per sfere di influenza appare necessario a noi che guardiamo dal Mediterraneo, vicini ad aree di crisi quali sono i Balcani e il Medio Oriente.